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l'angolo opposto del cerchio che non quadra

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Jul
9th
Thu
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i blogger sono coglioni... senza offesa.

eh si, la legge ammazza blog. Quelli che si schierano a favore, quelli che si schierano contro, quelli che discutono sui blog.

Io so cos’è la democrazia, tu no: senza offesa, sia chiaro

Siete dei pecoroni accecati dalla fede: senza offesa, sia chiaro.

E’ importante rispettare le opinioni altrui, ma le tue sono sbagliate: senza offesa, sia chiaro.

Ho ragione io, ma a me non serve avere ragione, a te si: senza offesa, è ovvio.

Un conto e leggere, un conto e capire: senza offesa non c’è bisogno di sottolinearlo.

Idiota, stronzo, testa di cazzo: senza offesa eh, senza offesa.

Nazista: senza offesa.

I mie nonni salvavano gli ebrei, quindi non mi puoi dare del nazista, perché il nazista sei tu. Ah… senza offesa

La blogosfera è una blogopalla: ma è solo un opinione, senza offesa.

Se questo è ciò che producono i blogger, pensieri profondi un metro e un cazzo (come diceva Luttazzi), siamo proprio nella merda.

E questa sarebbe la rivoluzione?

La rivoluzione delle discussioni: fuori dai bar, dentro la rete.

Una bella massa di inutili scarti di pensiero, raggiungibili con un solo click da tutto il mondo.

E un sacco di gente che si prende sul serio, pensando di essere utile, di contare qualcosa, mentre non fa altro che sprecare energia elettrica per mantenere acceso uno schermo.

Rifiuti umani, me compreso: Senza offesa…. ovviamente.

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ho due cellulari

il primo mi serve per lavoro. C’ha la macchina fotografica col flash allo xenon 5 megapixel, il gps e internet e fa le videochiamate;

il secondo mi serve per la famiglia e gli amici. C’ha la macchina fotografica triste e non ha internet;

sono tutti e due dei nokia, che prendono meglio e funzianono bene.

il primo è in comodato d’uso, per pagarlo meno.

sul primo ricevo le chiamate dei clienti che non ho

sul secondo quelle degli amici che non ho

Ho due cellulari, ma mi chiama solo la mamma.

Jul
8th
Wed
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due volte lo stesso errore

Due volte, l’ho ripetuto. La prima volta, mi pare, per sei mesi.

La seconda per un anno intero.

Mi sono abbonato ad Infocity, il network per trovare lavoro nel mondo del giornalismo.

Ma dico, sono scemo?

L’evidenza dell’idiozia sta già nella pretesa: trovare lavoro nel mondo del giornalismo.

Come se quello del giornalista fosse un lavoro.

E come se quello del giornalismo fosse un mondo.

Infocity: conoscere gente che ti può raccomandare a qualcuno che ti pagherà per scrivere cazzate che non offendano gli inserzionisti, imparando a fottere il prossimo e rimanere a galla in quella palude di sabbie mobili infestate da squali, piranha e serpi velenose che dovrai frequentare quotidianamente.

Se l’onesta intellettuale fosse una prassi, questo sarebbe lo slogan

Jun
24th
Wed
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Da piccolo volevo fare il fotografo...

…ho anche provato a contattare le agenzie, a mandare le mie foto, ma non andavano bene.

Perché?

Non lo so… Guardavo le foto degli altri fotografi, le studiavo, fotografavo, leggevo, cercavo uno stile.

Tempo buttato. Siamo in Italia. Ma vale anche altrove.

Il mondo della fotografia, come quello dell’arte e tanti altri, non è altro che una setta. Ci entri se sei parente, amico, conoscente di chi è già dentro.

La qualità e le idee non c’entrano una mazza, sia chiaro: non c’entrano una mazza!

Molta più importanza ha la retorica che accompagna le tue immagini, belle o brutte che siano.

Se ti prendi troppo sul serio, se pensi di cambiare il mondo con le tue immagini, se sei convinto che il tuo lavoro sia importante perché smuoverà le coscienze, se sei pronto a partire coi militari per documentare le sofferenze della guerra al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, se credi di aver svolto un ruolo importante nella comprensione della cultura che hai tentato di immortalare nelle tue stampe, se ritieni che la tua opera possa avere effeti positivi sulle condizioni di una comunità povera, se hai un sito in flash condito di citazioni intense, allora potrai diventare un buon fotografo.

David Alan Harvey ed altri consigliano di cercare il proprio progetto di vita fotografica, scegliersi un mondo e concentrarsi su quello, comprendere la propria missione.

Ovviamente sono tutte cazzate.

Da Robert Capa in poi le foto di guerra sono diventate un culto, senza contribuire a fermare nessuna guerra.

Vedendo le immagini del wordpress photo ho spesso l’impressione che le guerre siano organizzate affinché i fotografi possano sfoggiare la propria abilità ed il proprio coraggio.

Il lavoro di fotografo in guerra, come quello del fotografo in pace è quello di produrre immagini vendibili.

Detto questo, la fotografia, sia di pace che di guerra, è semplicemente inutile, ha un impatto ridicolo, non serve a niente, non smuove coscienze, non fornisce documenti indispensabili, se ne può fare tranquillamente a meno, non si mangia e non è nutriente.

Quali sono le fotografie che hanno fatto più parlare ultimamente? Quelle fatte alle feste di Berlusconi in Sardegna, non pubblicabili in Italia, viste su siti esteri.

Sono foto belle? Sono foto interessanti? Sono foto vendibili, molto vendibili. E chi fa il fotografo per mestiere, deve produrre immagini vendibili.

E le immagini sono vendibili se risvegliano la curiosità del pubblico o se sono scattate da un fotografo della setta. Il resto sono pippe.

Un fotografo riconosciuto può fotografare qualsiasi cosa. Egli non viene più valutato per le immagini. Le fotografie si arricchiscono della famosità del fotografo. Tanto basta a renderle vendibili.

E le tue? Mettile su Flickr. E’ un posto in cui puoi imbatterti in ottimi fotografi, se sei abile a cercare nella marea di immagini.

Non le vedrà nessuno o le vedranno in pochi… ma ad un certo punto… che ti frega?

Abbiamo organizzato il mondo a piramide. In alto e pochi quelli “bravi”, in basso quelli che devono imparare.

Tutte puttanate, ovviamente, ma il mercato lo richiede. Come potrebbero altrimenti esistere pochi ricchi che fotografano tanti poveri?

Volevo fare il fotografo da piccolo…. poi ho scoperto che è un lavoro inutile, come gli altri.

bah…

Jun
19th
Fri
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Sul cambiamento

Assisto ultimamente, causa ballottaggi per elezione del sindaco della mia città, a tutta una retorica sul cambiamento portata avanti da quella parte politica che non governa da molti anni:

“è il momento di cambiare”

“cambiare si può”

“aiutaci a cambiare”

“cambiamento finalemente”

Ora, va bene cambiare… ma se il cambiamento è fine a se stesso? Cioè se il fine del cambiamento è il cambiamento stesso, può portare a strane conclusioni.

Voglio dire… son trent’anni che mangio polenta. BASTA! è ora di cambiare!

Stasera un bel piatto di merda.

Contenti voi…

May
28th
Thu
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Robin Dario

Franceschini: farei tassa su ricchi. Ma non conto un cazzo.

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Nuovi farmaci low cost

Nuovo farmaco: è il Paracetamolo Coop.
A 1,50 € per 20 compresse, la molecola abbassa la febbre e allevia i dolori. Ma solo se sei socio.

May
27th
Wed
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Istat

Istat, il 6,3% delle famiglie non arriva a fine mese.
Tremonti: Ottimo! Entro fine mese avremo il 6,3% di famiglie povere in meno.

Al TG1 in onda video taroccato dell’intervista Berlusconi - BBC
Inserite al momento del montaggio altre venti cazzate.

May
25th
Mon
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esistono ancora utenti (la maggioranza) con cellulari normalissimi in grado di telefonare, inviare sms, gestire la propria rubrica e fare poco altro, i quali se ne fregano altamente di condividere la propria vita con il resto del mondo twittando o aggiornando il proprio status di Facebook mentre sono in treno o dal barbiere o al cesso. Per loro l’importante è che ci sia campo sempre e dovunque e che non ci si debba preoccupare di risolvere complicate funzioni logaritmiche con le variabili del giorno, dell’ora e dell’operatore di appartenenza per capire quanto cazzo costerà la chiamata che si sta per effettuare.
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Giro? No, no. Sempre dritto

Sospetti di doping al giro d’Italia. La maglia rosa conduce sul secondo con il distacco di una tappa.

I controllori antidoping insospettiti dal fatto che ai ciclisti la pasta asciutta venisse servita in comode flebo.