…ho anche provato a contattare le agenzie, a mandare le mie foto, ma non andavano bene.
Perché?
Non lo so… Guardavo le foto degli altri fotografi, le studiavo, fotografavo, leggevo, cercavo uno stile.
Tempo buttato. Siamo in Italia. Ma vale anche altrove.
Il mondo della fotografia, come quello dell’arte e tanti altri, non è altro che una setta. Ci entri se sei parente, amico, conoscente di chi è già dentro.
La qualità e le idee non c’entrano una mazza, sia chiaro: non c’entrano una mazza!
Molta più importanza ha la retorica che accompagna le tue immagini, belle o brutte che siano.
Se ti prendi troppo sul serio, se pensi di cambiare il mondo con le tue immagini, se sei convinto che il tuo lavoro sia importante perché smuoverà le coscienze, se sei pronto a partire coi militari per documentare le sofferenze della guerra al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, se credi di aver svolto un ruolo importante nella comprensione della cultura che hai tentato di immortalare nelle tue stampe, se ritieni che la tua opera possa avere effeti positivi sulle condizioni di una comunità povera, se hai un sito in flash condito di citazioni intense, allora potrai diventare un buon fotografo.
David Alan Harvey ed altri consigliano di cercare il proprio progetto di vita fotografica, scegliersi un mondo e concentrarsi su quello, comprendere la propria missione.
Ovviamente sono tutte cazzate.
Da Robert Capa in poi le foto di guerra sono diventate un culto, senza contribuire a fermare nessuna guerra.
Vedendo le immagini del wordpress photo ho spesso l’impressione che le guerre siano organizzate affinché i fotografi possano sfoggiare la propria abilità ed il proprio coraggio.
Il lavoro di fotografo in guerra, come quello del fotografo in pace è quello di produrre immagini vendibili.
Detto questo, la fotografia, sia di pace che di guerra, è semplicemente inutile, ha un impatto ridicolo, non serve a niente, non smuove coscienze, non fornisce documenti indispensabili, se ne può fare tranquillamente a meno, non si mangia e non è nutriente.
Quali sono le fotografie che hanno fatto più parlare ultimamente? Quelle fatte alle feste di Berlusconi in Sardegna, non pubblicabili in Italia, viste su siti esteri.
Sono foto belle? Sono foto interessanti? Sono foto vendibili, molto vendibili. E chi fa il fotografo per mestiere, deve produrre immagini vendibili.
E le immagini sono vendibili se risvegliano la curiosità del pubblico o se sono scattate da un fotografo della setta. Il resto sono pippe.
Un fotografo riconosciuto può fotografare qualsiasi cosa. Egli non viene più valutato per le immagini. Le fotografie si arricchiscono della famosità del fotografo. Tanto basta a renderle vendibili.
E le tue? Mettile su Flickr. E’ un posto in cui puoi imbatterti in ottimi fotografi, se sei abile a cercare nella marea di immagini.
Non le vedrà nessuno o le vedranno in pochi… ma ad un certo punto… che ti frega?
Abbiamo organizzato il mondo a piramide. In alto e pochi quelli “bravi”, in basso quelli che devono imparare.
Tutte puttanate, ovviamente, ma il mercato lo richiede. Come potrebbero altrimenti esistere pochi ricchi che fotografano tanti poveri?
Volevo fare il fotografo da piccolo…. poi ho scoperto che è un lavoro inutile, come gli altri.
bah…